L' aceto balsamico che troviamo nei nostri supermercati oppure al bar talvolta come unica possibilità per condire la nostra insalata non è un grande amico della linea, e soprattutto non ha nulla a che fare con quel prodotto pregiato (e costoso) a base di mosto d’uva, tipico delle provincie di Modena e Reggio Emilia, unico che può fregiarsi dell’aggettivo tradizionale. L' aceto balsamico più popolare può essere un prodotto in cui compaiono zuccheri vari, coloranti, addensanti, aromi e conservanti. Meglio usarlo saltuariamente o comunque con parsimonia.
L 'aceto di mele: viene prodotto dal sidro o dal mosto, è un potente depurativo, alcalinizzante e tonificante. Si tratta di un preparato dal gusto acidulo ma delicato, adattissimo se segui una cura dimagrante o detossinante o anticellulite. I minerali che contiene agiscono in sinergia regolando le attività metaboliche e migliorando il drenaggio. Potete aggiungerlo ai piatti o metterne un cucchiaino in un bicchiere di acqua per dissetarvi e dare una sferzata al metabolismo.
L’aceto di ribes : è prodotto utilizzando i ribes, frutti zuccherini e asprigni che conferiscono all’ aceto un sapore particolare e intenso. Nasce dalla lenta acetificazione in botti di legno del succo fermentato di questi piccoli frutti che in genere crescono in alta quota; dalle montagne di Trentino e Valle d’Aosta viene la produzione più abbondante di questo aceto. Il suo sapore agrodolce lo rende adatto per contrastare il continuo bisogno di mangiare. Può essere usato su carne, pesce o frutta.
L’aceto di riso: ha un sapore meno acido e più intenso rispetto a quello di vino e ha proprietà digestive e depurative. Si trova nelle tre versioni bianca, nera e rossa, ma in commercio ne esiste anche una qualità zuccherata, da evitare soprattutto se non si vuole aggiungere calorie inutili ai propri piatti. Viene spesso usato nella cucina giapponese al posto del limone nelle tisane o nelle insalate di pesce crudo, ed è ideale per insaporire verdure, legumi e cereali senza ricorrere al sale.
